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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Dovrei postare qualche chiarimento.
Avrei dovuto postarlo prima ma tutte le volte che vengo a navigare tra piemonte e lombardia qualcuno mi sperona l’auto!
Vorrei confermare che, come ho già detto a Kemi, il sottoscritto è un maschietto, almeno anatomicamente parlando, e al timone della “la cambusa” cambusa non c’è nessun altro.
Inoltre, tanto che ci siamo:
gli altri pseudonimi utilizzati in questa scorreria (Simone Schiaffino, GioBatta Schiaffino, Lorenzo Parodi) si riferiscono a personaggi che hanno fatto parte dei veri equipaggi di Giovanni Bavastro;
lo scopo di questo blog-barca non era quello di aggredire specificamente altri blog o iniziative (cosa che NON ho fatto, mantenendo i toni sempre ben lontani dal puro e semplice insulto);
ringrazio i molti che mi hanno gentilmente e anonimamente mandato a fare in culo;
ringrazio chi ha cercato di intrufolarsi di nascosto (vero B.R. ?);
ringrazio Kemi per la sua stimolante partecipazione e per il suo modo di dialogare e anche di provocare (in ogni caso, le devo la ricetta di una pizza).
Mi restano infine due risposte.
Alcuni commenti non sono stati approvati perchè mi sembrava potessero essere fraintesi da altri e, pur in buona fede, aggiungere sale su qualche escoriazione del passato. Inoltre, come già detto, avrei voluto postare questo un po’ prima. Può darsi abbia mal compreso. Nel caso, mi scuso ma capita anche a me di sbagliare, spesso.
Qualcuno mi ha appena fatto presente un possibile furto di identità da parte mia. Niente di tutto ciò o comunque niente di penalmente rilevante. Appena rientrato, invierò a chi di interesse una pagina dove qualche riga racconta la storia di un biellese che con Giuseppe Bavastro ha navigato fino alla bolivia. Comunque, mi scuso per il disguido. Non potevo immaginare. Per quanto riguarda l’introduzione in sistemi di altri, le assicuro, non so a cosa si riferisca.
Arrivederci!!!

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La settimana si avvia al termine.
Domenica 13, in tutta Italia, le manifestazioni che avranno le donne come protagoniste saranno moltissime.
Personalmente, spero che tutte, ma proprio tutte, scendano in piazza.
D’accordo, anche la Santanchè e la Brambilla sono donne ed in piazza non ci scenderanno di certo. Però, la speranza è l’ultima a morire, no?
Eppure, nonostante questa speranza, queste manifestazioni mi fanno proprio tanta paura.
Ho paura che le donne, domenica, perdano una grande occasione.
Ho paura che scendano in piazza solo per gridare contro Silvio Berlusconi.
Ho paura che scendano in piazza pensando solo al vecchio politico, ricco e viscido, che si scopa le ragazze come se scegliesse le bottiglie di vino in offerta all’Esselunga.
E questa paura mi fa diventare così presuntuoso da voler dare un consiglio alle donne che scenderanno in piazza.
I gossip lasciateli ai giornali e alle talpe da procura.
I reati lasciateli ai magistrati.
La morale lasciatela ai preti e alla coscienza di chi è coinvolto (ammesso che se ne trovi ancora traccia).
Scendete in piazza come persone, come cittadini titolari di diritti e di doveri, e chiedete di andare a votare, il più presto possibile!
Perchè l’unico modo vero di liberarci di Silvio Berlusconi e mandarlo a casa (in attesa di giudizio) è batterlo.
Poi, la legge farà il suo corso.
Ma se a battere Silvio Berlusconi saranno i magistrati e i giornali, se a batterlo sarà un accordo come quello proposto recentemente da sinistra
(noi siamo disposti a collaborare con il governo ma Berlusconi si deve dimettere), allora, forse, ci saremo liberati di Berlusconi ma il “berlusconismo”
continuerà la sua opera corruttiva!
Avete l’occasione di dare un indirizzo, una spinta al Paese.
Scendete in piazza per costruire qualcosa di diverso e di migliore. Chi vi dice di andare solo a protestare contro, senza proporre niente, nella migliore delle ipotesi è perchè solo dalla protesta ha da guadagnare qualcosa.
Spero che le italiane e gli italiani siano più furbi di quando lasciarono ai magistrati il compito di azzerare una classe politica corrotta, tenendosi però corruttori e corruzione.
Questo è un Paese ammalato ma, quella da sconfiggere è la malattia non il singolo untore, per quanto pericoloso e ripugnante sia.

Detto ciò, Domenica andrò a farmi un giro di piazze. quanto meno per chiedere perdono della mia presunzione…

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Una volta, quando l’Italia unita non c’era ancora, lungo lo stivale era tutto un fiorire di ducati, contee, marchesati e regni. In ognuno di questi, in un periodo sotto certi aspetti fortunato della nostra storia, i vari duchi, principi, marchesi & C., cominciarono a raccogliere intorno alla loro corte pittori, scultori, compositori, architetti…
D’accordo, c’era anche qualche puttana ma, allora, si chiamavano cortigiane e andava bene così! Va bene, c’era anche uno stuolo di ruffiani di corte, chissà perchè sempre in numero maggiore rispetto alle puttane, ma andava bene così!
Ah!!! Il Rinascimento Italiano!

E oggi? Oggi, non so se ve ne rendete conto, ma è ancora più o meno così! Le cortigiane continuano ad esserci: fanno gli stessi servizi di prima e con le stesse tariffe ma adesso usano altri nomi, più trendy. I ruffiani continuano ad esserci: adesso li chiamano portavoce, portaborse, consulenti, agenti, direttori…
E tutto il resto? Tutto lì, niente paura! Dove c’era un pittore oggi c’è un fotografo, dove c’era un letterato oggi c’è un direttore di tg, dove c’era un compositore oggi c’è un agente di spettacolo, dove c’era uno scultore oggi c’è un trequartista… Però, non è mica cambiato poi molto.
Oddio, a ben guardare, un paio di leggi qua e là sarebbero cambiate ma cosa contano? Ragazzi, ma vi rendete conto? E’ una nuova epoca! E’ il Rimorimento italiano!
Come dite? La qualità è diversa?
Beh, effettivamente “l’agente di spettacolo” per le nozze di Gian Galeazzo Sforza fu Leonardo da Vinci. Però oggi, come agente di spettacolo, potrebbe esserci … OMMMIODDDIOOO!!! D’accordo, d’accordo mi arrendo!

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Il 24 di gennaio sul blog merendasinoira.wordpress.com ha preso il via un’iniziativa dal titolo Liberiamoci del maiale: riassumendo velocemente, una raccolta di ricette a base di maiale, per protestare contro i comportamenti del nostro Presidente del Consiglio e dirgli chiaramente: “Ora Basta! Se ti togli dalle gonadi ci fai proprio un grosso piacere!”
Naturalmente, la scelta del maiale quale protagonista delle ricette, deve ricercarsi nel fatto che, da tempo immemore, chi ha simpatia per certe pratiche viene definito “Porco” o, se di età avanzata, come in questo caso, “Vecchio Porco”.

Mentre ragionavo sull’opportunità di far nascere questo spazio, tre cose mi hanno spinto a seguire l’evolversi dell’iniziativa:

  • la mia assoluta mancanza di stima e di simpatia nei confonti delll’attuale occupante di Palazzo Chigi;
  • la grande stima e simpatia che ho per la razza suina;
  • la grande stanchezza che affligge le mie gonadi, ormai debilitate dai continui incazzamenti.

E così ho visto arrivare una valanga di commenti, le prime ricette, i primi post su altri blog. La quantità e, a volte, l’ironia e la sensibilità espresse, per un attimo, mi hanno fatto superare la mia atavica diffidenza e mi hanno fatto venire la voglia di aderire.

Perchè non l’ho fatto?

Perchè, a partire dal commento particolarmente indovinato di Fausta, ho cominciato a sentirmi un po’ a disagio.
La prima parte del commento in questione recitava:

“L’idea è lodevolissima, ma io avrei un’altra domanda che, forse, si potrebbe tradurre in un’iniziativa analoga. Ieri sera, guardando il mio blog, ho scoperto che la pubblicità della barra laterale, dove si alternano le immagini di messaggi diversi, ritraeva una ragazzina in bikini, in atteggiamento un po’ provocante… pubblicità, credo, di un prodotto dimagrante che avevo già avuto modo di notare in altri blog. La mia prima reazione è stata: ma come, io che sono così contraria alla strumentalizzazione del corpo di noi donne, permetto che sul mio blog girino queste immagini? Confesso che sono stata un po’ combattuta tra togliere il gadget di lì ed il non farlo, tutto sommato l’immagine gira nel web, la mia sarebbe una goccia nel mare! Fatto sta che questa vostra iniziativa, con la giusta indignazione che traspare dalle parole della presentazione, mi ha fatto nuovamente riflettere sulla faccenda. Io, ora, rimuoverò la pubblicità, non è che qualcuno la pensa come me?”

La risposta a questa parte del commento è stata praticamente nulla. Poche parole per la seconda metà, che riguardava più direttamente l’iniziativa e basta. D’accordo, non è che a tutti puoi rispondere per filo e per segno, però, mi ha lasciato perplesso. Visto che questa volta si proponeva qualcosa di concreto, mi sarei aspettato qualcosa di diverso. Strano!

Dopo uno spazio brevissimo dedicato al Giorno della Memoria, l’iniziativa è proseguita con un altro post dal titolo Polastr o crin?. Messo insieme ad alcune frasi sulla politica nei blog di cucina (che ho compreso dopo aver curiosato in un’iniziativa precedente), questo mi ha creato ulteriore disagio.

“sorrido, ma non c’è nulla da sorridere, che ci son polli che stan rintanati nel loro orticello convinti di stare tutto sommato bene… forse perché il loro angolo di visione è un po’ ottuso…no, volevo dire, acuto…”.

Ma se io ho un blog e non voglio parlare in nessun modo di politica è peccato? Sono per forza un pollo? Si, possiamo anche raccontare che “tutto ciò che acquistiamo per poter preparare un piatto..è politica, far quadrare i conti è un atto di eroica politica ai giorni nostri”. Questo non toglie che qualcuno possa non aver voglia di parlarne in quel momento ed in quello spazio. Questo non toglie che qualcuno possa aver fatto politica tutto il santo giorno a scuola, in fabbrica, in un sindacato, in ospedale e, una volta arrivata sera, messi i bimbi a letto ed il marito davanti al televisore, non ne abbia per niente voglia. Questo non toglie che qualcuno preferisca fare politica altrove perchè trova che farla su internet sia inutile. Questo non toglie che, avendo perso un figlio senza che nessuno sia ancora in finito carcere per colpa delle derive depravate della politica, qualcuno non ne voglia proprio più sentir parlare di politica. Questo non toglie che qualcuno la pensi diversamente da noi. Perchè lo si deve sfottere? Io prima di parlare di polli proverei a pensare che, a volte, non conosciamo nemmeno la metà della vita degli altri blogger; a volte, c’è gente che ci legge di cui ignoriamo persino l’esistenza. E usare un po’ di sensibilità femminile in questi casi non sarebbe neanche male: nel peggiore dei casi, cosa cambia?

Tutto cambia, invece, se il presupposto di partenza è “Se tu non partecipi alla mia proposta allora sei un pollo”. La vecchia teoria del “Se non sei qui con me sei contro e se sei contro sei quanto meno stupido”, a prescindere.

E allora possiamo anche raccontarci la favola del “Tutto è politica”. Bene, se la politica entra dappertutto allora mi aspetto, a breve, una valanga di post sulla politica in camera da letto. Ovviamente, prima di usare un preservativo, vi sarete chiesti se l’azienda che li produce è una di quelle che sfruttano il lavoro dei siringueros; certamente, prima di scegliere il diaframma, vi sarete chieste “Ma questa è mica quell’azienda che stata condannata per comportamento antisindacale contro le donne?”; naturalmente, prima di scegliere la spirale, avrete verificato se l’azienda che le vende evita di assumere donne perchè “se poi restano incinta?”. La politica è dappertutto, no? E allora questi sono suggerimenti per i post di S. Valentino … non vorrete dirmi che non è il caso di inquinare i blog di cucina con la politica ed il sesso? A meno che i foddbloggers siano tutti cattolici praticanti ed utilizzino il metodo Ogino-Knaus… allora mi scuso, ho sbagliato indirizzo.

Però, sto divagando. Non sono ancora arrivato al punto. Fino adesso, in fondo era solo disagio, che mi ha fatto desistere dall’aderire a questa iniziativa, ma pur sempre solo disagio.

La cosa più “divertente” è arrivata nell’ultimo post: “Tenuto conto che l’altra volta ci si muoveva “pro” diritti sacrosanti, mentre stavolta ci si è esposti “contro” un individuo, e sebbene l’individuo si meriti questo e altro, è sempre più difficile e coraggioso muoversi “contro” che non muoversi “pro” (e infatti diversi foodblog traboccano di iniziative benefiche…)”.

Evidentemente, si parla per esperienza diretta. Infatti, che coraggio ci vuole per guidare un camion di aiuti senza scorta su una pista del Sudan? Che coraggio ci vuole per operare un bambino soldato quando intorno ci sono le milizie che lo cercano? Che coraggio ci vuole per fare il missionario in Amazzonia? E se vogliamo dirla tutta, che coraggio ci vuole per fare l’alpino o il carabiniere in Afghanistan? Tutta gente che che si muove pro e non contro. Ma vuoi mettere il coraggio di pubblicare il maiale al tartufo per protestare contro il presidente del Milan !?! E se poi vende Cassano e ci toglie il Grande Fratello?

Invece di parlare di coraggio perchè non si prova ad evitare quell’atteggiamento sabaudo da “tira la pietra e nascondi la mano” e, quando, si vuole fare la battuta cattiva su qualcuno, fare anche nome e cognome del destinatario. Al limite, basta l’I.P. perchè quello resta!

Tutto qui! Per questo ho scelto di non partecipare a questa iniziativa! Per quel pizzico di presunzione e arroganza di troppo! E per altre cose di cui avrò modo di scrivere parlando di altre iniziative. A prescindere da questo, faccio a tutte le partecipanti i miei complimenti per la voglia di esserci, per l’ironia, per la sensibilità. Pur essendo convinto (ma è una mia convinzione e niente di più) che non tutto, organizzativamente parlando, sia completamente in buona fede, faccio i complimenti all’organizzatrice perchè ha fatto una cosa bella: secondo me l’ha fatta male, ma sicuramente il risultato è bello.

Un consiglio, se mi è permesso: se davvero quello che conta è lo spirito dell’iniziativa e la partecipazione, perchè non mettere da parte l’orgoglio, contattare quelle blogger che sono state messe tra i “polli” o tra le “meno coraggiose” e dire loro:
Mi dispiace per le incomprensioni che ci sono state in passato, ma ci sono cose che dovrebbero andare oltre le antipatie e le vecchie ruggini. Se sei d’accordo con questa iniziativa, mi piacerebbe ci fossi anche tu. In caso contrario, pazienza, massimo rispetto per la tua scelta.

La politica è convincere gli altri non eliminarli o deriderli, a meno che non conti più l’orgoglio di tutte le belle parole o non si abbia davvero la convinzione di avere sempre e per forza ragione.
In questo caso e per questi tempi cosa meglio di qualche ora a leggere Ernst Jünger, che ne so, Trattato del ribelle?

N.B. I blog e i blogger citati sono stati avvertiti dell’avvenuta pubblicazione.

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